Amalfi IV (I fuochi)

(02 gennaio 1980 – n° 452)

Illuminavano i volti meravigliati
nell’anonimato della sera
i fuochi artificiali di fine d’anno.

Aspettiamo
col naso sul vetro appannato
la successiva esplosione di colori.

Il gran finale
e mille scintille si muovono
nell’aria
per morire nel mare.

Brilliamo di tenue chiarore
sulla sua superficie di smeraldo.

© Carlo Becattini
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Amalfi III (Correre per i vicoli)

(02 gennaio 1980 – n° 451)

Correre per i vicoli,
perdersi e ritrovarsi,
è tutta un’armonia,
felicità ovattata.

Scendere le gradinate
sotto il campanile
che ci osserva,
ridere e gioire.

Farsi prendere dal mare,
rincorrersi, prendersi,
i nostri occhi
non sono mai sazi
di osservare,
di scrutare l’orizzonte,
di brillare di felicità
in questo paradiso terrestre.

© Carlo Becattini
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Amalfi II (E’ festa)

(02 gennaio 1980 – n° 450)

Aperti sono i bazar,
grosse ceste di conchiglie madreperlacee
giacciono all’ombra delle cartoline
in attesa di mani curiose e bramose
di possedere quei frutti del mare.

O’Pazzariello da il ritmo alla banda,
canta il ritorno di Masaniello
per le vie di Amalfi marinara,
ed i sensi son rapiti,
l’anima estasiata.

L’aria freme al ritmo scandito
dei tamburi e delle caccavelle,
ragazzi giocano con i petardi
e noi sussultiamo, ridiamo,
siamo felici.

© Carlo Becattini
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Amalfi I (Felici)

(02 gennaio 1980 – n° 449)

Stavamo
come colombi bianchi
sulle scogliere
a precipizio sul mare.

Il vento ci arruffava le piume,
fremevamo in quella
brezza leggera.

Seduti su un gradino
della lunga discesa,
sperduti tra i limoni,
ridevamo della bellezza
della gioia.

Eravamo felici,
covavamo tra i fiori di lillà,
che ci avvolgevano,
il calore del sole,
quel sole che filtrava
tra le fronde degli alberi,
che moriva sul prato.

© Carlo Becattini
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