L’amore non si racconta

(1975 – n° 274)

Niente di te voglio sapere,
solo il nome e qualche colore:
dei capelli, degli occhi e del cuore.

Non raccontarmi,
tacciono i tuoi amori,
solo una strada, la tua casa.

Questo il nome mio,
se mi vorrai trovare
esci e cammina,
m’incontrerai.

Voglio amarti,
niente di altro,
non chiedere mai
dove e quando sono nato
ed io non chiederò.

Infine solo una cosa debbo sapere
se m’ami abbastanza da vivere felici
le ore migliori del tempo migliore.

Così io dirò di te.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

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Col fiato sospeso

(1975 – n° 271)

Le bellezze della vita
sono quelle che
non si rammentano mai.

La gioia di vivere
è sempre l’ultimo pensiero
che passa per il cervello.

Le cose gioiose
sono sempre poche
in confronto alla tristezza
che pervade il mondo.

Ma quando l’amore viene
la tristezza si blocca nel petto
con una sorta d’ansia
che fa tenere il fiato sospeso.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Stai già dormendo?

(1975 – n° 268)

Pensandoti t’immagino
ma tu
m’immagini pensandomi?

L’ora è tarda
nel sonno cammini
il sonnambulismo dei ciechi.

O forse mi pensi,
proprio ora, adesso, qui
mentre io sto dormendo.

E sogno.

Scrivo di te nel silenzio della notte fonda
liberando tutti i pensieri
contorti ed attorcigliati
ai nastri colorati del sentimento.

Flebile musica in sottofondo
in attesa del sonno lontano
mescolando pensieri con le note
e le parole della canzone.

Ancora un altro domani da affrontare.

Quelle parole mi affliggono, feriscono,
sono parole d’amore,
momenti felici ormai morti,
sepolti.

Questo amore niente vale,
vorrei l’oblio,
poterti dimenticare,
cancellare quell’immagine
dalla testa con rabbia e strazio.

Trovare la pace,
la serenità di un tempo in cui
amore era dolcezza,
in cui amare era il tuo viso.

La notte è scura e fonda,
come un pozzo,
un antro,
una voragine in cui perdersi
per sempre.

Flebile,
la salvezza arriva,
debole chiarore a rischiarare il foglio
su cui compongo i graffiti dell’anima
mentre in sottofondo lei canta
storie d’amori nati, d’amori morti.

Ti chiamo, mi senti?
Rispondimi, parla.
Pensi a me
o non t’importa niente?

Urlamelo in faccia,
dimmi che mi odi,
dimmi che mi ami,
ma non restare così passiva,
indifferente.

Mi smonti.

Stai già dormendo,
lo so…
ecco, rimani così,
non muoverti,
non svegliarti,
continua il tuo sonno,
lascia sprofondare la testa nel cuscino,
lasciati andare,
libera la mente,
sogna e fuggi da questa cruda realtà.

Dormi amore mio.

Domani mattina
al risveglio
ricorderai quel giorno
in cui ci siamo baciati in fretta e furia
con la certezza del domani.

Da quel giorno la felicità è morta,
il tuo ricordo che si allontana,
l’angoscia del futuro che mi stritola.

Immagini il nostro futuro?
il tuo,
il mio,
l’avvenire …
solo parole.

So che arriverà il giorno
in cui ci diremo addio
e non ci ritroveremo più.
Lo sapevo già,
prima ancora di scrivere
la nostra storia.

Sto per salutarti,
le mie palpebre non ce la fanno più,
stanno calando,
chiudendosi …
… il sonno è inevitabile
dormi amore mio,
dormi, che tra poco anche io
dormirò con te,
prima che oblio giunga.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Non amarti

(1975 – n° 232)

Pensieri

maledetti pensieri
che scavano nel passato

vagano
vangano e rinvangano

oh
ecco il tuo bel viso
ma non ti amo

non più.

Vagano
vangano e rinvangano

che stolto
perdere la ragione per te

maledetti pensieri che scavano

quel giorno non volli seguirti
perdonami se vuoi

non m’importa

oh
quel tuo bel corpo
ragazza mia

non più.

Ricordi

parlavo con lei

neanche un cenno
uno sguardo

ma è lei quella
che ha preso
il posto tuo.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati