Lacrime

2016-04-10 Giovanni Giacometti - Sotto il vecchio albero - 1911
Giovanni Giacometti – Sotto il vecchio albero – 1911

(30 agosto 1981 – n° 577)

Piange il bimbo: vuole un gioco.

Piange la ragazza: è stata lasciata.

Piange la madre: il figlio ha trovato.

Piange il padre: forse è commosso.

Piango me stesso: non so cosa mi aspetta.

Tutti prima o poi piangiamo liberando lacrime segrete
cullate in noi con amore o temute con dolore.

Ne basta una per sciogliere il cuore più duro,
ma è un cuore duro che solitamente le fa sgorgare.

Una lacrima caduta dagli occhi e finita nel vuoto
lascia in noi un segno indelebile.

Basta una lacrima per farci invecchiare di anni,
ne basta una sola per renderci coscienti.

Certe volte vogliamo scordare certe lacrime
ma siamo noi stessi che con loro ce ne andiamo.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Lacrime

(04 luglio 1977 – n° 406)

Un attimo:
momento letale
per la vita che finisce.

Rito umano
tra tenebra e chiarore.

Cero acceso,
tremulo bagliore.

Lacrime
sulle rughe del volto,

lacrime
nelle pieghe del fazzoletto,

lacrime
a bagnare il dolore.

© Carlo Becattini
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Lacrime di sale

(agosto 1975 – n° 262)

Il bosco si è seccato,
sei andata via,
il dono si è strappato,
lacerato il nostro amore.

La capanna non c’è più,
solo un palazzo bianco,
guardo oltre il mare
fagocitare il sole.

Osservo l’acqua, lento ondeggiare,
chino su di me a piangere,
a sentire le lacrime andare
e cadere sulla sabbia, silenti.

Un cane si è avvicinato,
il cane mi ha scodinzolato,
l’ho riconosciuto ma non ricambiato,
solo carezzato sulla testa, un po’.

Il cane faceva le feste,
cercava le mani per leccarle
e con le mani dietro la schiena
ho cominciato a parlare di te.

Ma lui non capiva,
voleva solo leccarmi,
poi una voce lo ha chiamato
e con un balzo è corso via.

Sono rimasto da solo,
sulla riva del mare,
tra l’orizzonte ed il palazzo
a leccare le mie lacrime di sale.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati