La mia libertà

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Disegno personale – Senza titolo – 2020 – Tecnica mista: pennarello su carta, colore virtuale

(18 giugno 2003 – n° 930)

Ero peluria di gatto
fuggevole nell’aria

Ero piuma di uccello
vibrante nel vento

Ero pelo di umano
tra le metà costretto

Ero un tarzanello
attaccato ad un pelo di culo
e gridavo al mondo
la mia libertà.

© Carlo Becattini

Libertà

2016-01-31 Heinrich Vogeler - Spring Time - 1897
Heinrich Vogeler – Spring Time – 1897

(17 marzo 1983 – n° 739)

– Guarda quei rami,
tra non molto non si vedranno più,
la primavera che viene li vestirà di colori
e saremo felici. –

– Guarda le rondini in volo
pazze della loro libertà,
vorrei essere una di loro,
per volare, per essere libero. –

– Se vuoi essere libero
non hai che da volerlo,
perché tu sei libero
come lo sono tutti,
solo il fatto di essere nato
ti ha reso indipendente. –

– Sono indipendente ma non libero
ed è la libertà quella che voglio
pur sapendo che non l’avrò mai
perché è utopia,
esiste solo nella mia mente. –

Carlo Becattini
© Tutti i diritti riservati

Diavoleide

(1975 – n° 252)

Migliaia di diavoli graffiano il nero del cielo,
aria di bruciato e zolfo,
ovunque arde.

Vorrei fuggire, mi respingono.

Vorrei attaccare, mi respingono.

Con disperazione nella mischia,
afferrando arti, code e corna,
lacerando tessuti e membrane,
ti sono vicino per liberarti
dalle fiamme che fanno Inferno.

Gran confusione tra batter d’ali
fumo, urla, fiamme e soffocamento.

Ti raggiungo, ti abbraccio,
fuggiamo via da tutto questo
verso il cielo azzurro,
verso la pace,
con te, Libertà.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Libertà

(1975 – n° 216)

Vagava per i prati
con la vita stretta tra i denti

ascoltava degli animali il richiamo
nell’oscurità della sera

sulle spalle gravavano gli anni
e la chitarra scordata

cantava canzoni per sopravvivere
cantava canzoni per la gente.

Incessantemente in cammino
per luoghi sconfinati come l’anima

sempre lungo una direzione,
sempre nella stessa direzione

vagava trascinandosi sotto il peso delle stelle
nel caldo dell’estate, nel freddo dell’inverno.

Del percorso amava i granelli di polvere
che si depositavano sulle scarpe,

sembravano pagliuzze dorate
e lo facevano sentire ricco.

Non si guardava mai indietro
ma solo avanti, verso la libertà.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Libertà

(1974 – n° 178)

Giunge una voce dallo spazio
è un grido di aiuto.

Una frase lanciata senza
speranza.

Una parola che non verrà mai
ricevuta.

L’ultimo saluto di un uomo
terrorizzato che non tornerà più.

L’ultimo grido di chi
ha trovato la libertà.

La libertà di morire nello spazio.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

p.s.
Sicuramente ispirata dall’ascolto della canzone
Help me dei Dik Dik uscita proprio nel 1974.