La vera morte

2017-02-07 James Jacques Tissot - Young Lady in a boat - 1870
James Jacques Tissot – Young Lady in a boat – 1870

(4 dicembre 2003 – n° 957)

Amiamo ricordare più di ogni altra cosa
le persone che non ci sono più,
tutto ciò che eravamo e che siamo stati.

Amiamo ricordare tutti coloro che
hanno smesso di ricordare gli altri
per continuare a vivere in noi.

E’ vero, quando moriamo
viviamo nel ricordo di tutti coloro
che ci hanno conosciuti

e rimaniamo tali, vivi fino alla loro morte,
fino alla nostra definitiva scomparsa,
fino alla fine.

© Carlo Becattini

Supplicando la morte

(08 gennaio 1978 – n° 420)

Pioggia cadi su di me
e spegni questa rabbia che mi turba.

Sole asciuga
queste lacrime che sgorgano dagli occhi.

Solitudine
abbandona questo corpo ormai sfinito.

Morte
porta via con te
l’ultima speranza di vita
e non ignorare questo
corpo che ogni giorno ti supplica.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Passare oltre

(1975 – n° 198)

Esseri che un tempo
popolavate questa Terra
avete lasciato i vostri corpi
per passare oltre.

Entità incorporee
che vivete su un piano
differente della realtà
dove siete?

Anche noi esseri viventi
siamo entità
veniamo dal nulla
ed al nulla torniamo.

Nel nostro viaggio
attraversiamo una fase
in cui prendiamo una forma
fisica, ciò che chiamiamo vita.

Quando trapassiamo
riprendiamo il nostro cammino.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Provando vergogna

(1974 – n° 176)

Cammini sulla riva del mare,
i gabbiani s’incrociano nel cielo,
ti senti strana,
ti senti male,
una morsa interiore
che non ti lascia andare.

Resisti,
cammini,
ti volti,
ti osservano,
il dolore aumenta,
affretti il passo in cerca di un riparo,
cammini più veloce,
sempre più,
ma sulla spiaggia
non c’è altro rifugio che il mare.

Ti tuffi
in un ultimo spasimo di forza,
immersa e bagnata dalle onde
vedi con orrore che sei morta,
osservi il tuo corpo,
occhi vitrei,
fissi,
le gambe scoperte,
le vesti scomposte,
i capelli sinuosi nell’acqua.

Il tuo corpo giunge a riva,
ti vedi provando vergogna,
vergogna per ciò che hai fatto,
vergogna per come ti vedi,
morta.

© Carlo Becattini
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Passa parola

(1973 – n° 110)

Esplodere

Accorgersi che siamo morti

Vedere i nostri brandelli di carne volare in aria
come farfalle a primavera

Sentire il rumore delle gocce di sangue cadere al suolo
come timida pioggerella d’autunno

Non provare più niente

Non vedere più il Sole, la Luna, la Natura tutta

Morire e meravigliarsi della nuova realtà,
quella della non esistenza.

Morite e raccontate a chi un giorno morirà!

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati