Paese

2016-03-09 Marianne von Werefkin - Off life - 1928
Marianne von Werefkin – Off life – 1928

(24 febbraio 1983 – n° 734)

Paese dei giorni andati per osterie
nelle piovigginose sere di novembre,
vide vecchi ubriachi abbattersi
nei vicoli in un ultimo singulto
di vino da poco, traboccanti
dell’ultima goccia che li fece
versare, che li fece inchinare,
piangere e giacere tremanti.

Paese della mano nella mano
per vicoli oscuri nelle tiepide
sere primaverili avvolte di giovani
innamorati felici di se stessi.

Paese dei morti!

Carlo Becattini
© Tutti i diritti riservati

Sogni morti

I morti mi accolgono nei loro sogni,
sognano di me, che son vivo,
ma non capiscono questo stato dell’essere,
trovano molto strana la vita,
non la conoscono,
non ci credono.
Si addormentano al suono
di una marcia funebre,
giocano tra le lapidi divelte,
muoiono sotto la terra
che li consuma fino alle ossa,
poi sognano,
sognano di vivere,
sognano me,
ed io non so niente
di tutto ciò.

10 gennaio 2019

© Carlo Becattini

Tutti i diritti riservati

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Les morts me saluent dans leurs rêves,
rêve de moi, que je suis vivant,
mais ne comprennent pas cet état d’être,
ils trouvent la vie très étrange,
ne le savent pas,
ne le croyez pas.
Ils s’endorment au son
d’une marche funèbre,
ils jouent entre les pierres tombales,
ils meurent sous la terre
qui les consomme aux os,
puis ils rêvent,
ils rêvent de vivre,
ils me rêvent,
et je ne sais rien de cela.

© Carlo Becattini

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The dead greet me in their dreams,
dream of me, that I am alive,
but do not understand this state of being,
they find very strange life,
do not know it,
do not believe it.
They fall asleep to the sound
of a funeral march,
they play between the Tombstones,
they die under the earth
that consumes them to the bones,
then they dream,
they dream to live,
they dream me,
and I don’t know any of that.

© Carlo Becattini