La nostra canzone

(1 luglio 1976 – n° 337)

Vado a dormire
per dimenticare
per un po’ di ore
il tuo volto,
la tua voce.

Di notte ti sogno,
e mi sveglio
al mattino,
più triste di prima,
più solo di prima.

Alla radio
una canzone,
la nostra….

© Carlo Becattini
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Eternità

(28 giugno 1976 – n° 336)

Un mese è passato,
così,
come per scherzo;

trenta giorni sono andati,
sfumati,
morti,
senza di te;

sembra solo ieri che noi …

ma trenta giorni fa,
trenta giorni,
un mese,
un’eternità.

© Carlo Becattini
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Il tuffo del sole

(23 giugno 1976 – n° 334)

Io morirò,
ma domani il sole
si leverà alto come ieri,
e tramonterà sempre
allo stesso modo.

Non starò più la sera
ad ammirarlo nella sua
grande bellezza,
nella sua immensa forza,
scomparire
col suo tuffo nella notte.

Ormai la morte
si è tuffata in me.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Esistenza

(19 giugno 1976 – n° 333)

Potrà andare
l’esistenza mortale
nello spazio dell’universo
a cavallo
della sua intelligenza viva
e sempre pronta
a deridere le altrui esistenze,
partecipi della sua vittoria,
sorelle della sua presenza,
compagne della sua dissoluzione.

© Carlo Becattini
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Il nostro abbraccio

Ricordo il nostro abbraccio
sul confine del tempo,
piovevano oscurità e concentrazione
attorno ad un tavolo inesistente,
scandivi le parole lettera per lettera
ed io ricucivo i tuoi strappi
con lunghe strisce di lenzuola
legate alla punta delle nostre lingue.

Infilavi il tuo braccio nel mio sguardo
e con la mano carezzavi l’anima,
leggere le dita in vibrazione
m’inducevano alla commozione,
ridevi di me,
di te,
delle tue mani,
dell’assurda situazione.

Ti abbracciavo, almeno tentavo,
sempre mentre svanivi
per un’altra dimensione,
ed il tuo ricordo rimaneva lì,
sospeso nell’aria e nel tempo
tra la brina e la rugiada
come un respiro estivo
o il soffio dell’inverno.

12 gennaio 2019

© Carlo Becattini
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Cantautore

Era un giorno di maggio,
il cipresso danzava nella brezza,
la stessa che mi carezzava
dietro la finestra spalancata.

Cantavi le tue canzoni
costretto in un microsolco
da una puntina acuminata.

Una voce nella testa,
parole e musica nell’anima,
solo così potevo amarti.

Anche io cantavo con te
e dalla finestra mi portavi via,
lontano, al confine del reale.

Potevo volare, sentire i tuoi pensieri,
ripetere le parole, cantarle…
dondolarmi al suono della musica dolce…

il vestito buono delle tue parole…
la camicia da notte
della mia anima candida.

(Era solo il tuo Vol.8, ne sarebbero venuti altri. Non ti ho mai abbandonato, ma tu sei andato via, e nel vuoto della notte quando ho freddo e sono perduto, ascolto ancora un tuo disco per sentirmi vivo.)

10 gennaio 2019

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Creatività

Compressore, martelli, parole,
sono solo strumenti del lavorare;
silenzio, carta, penna,
sono solo strumenti del creare;
carezze, baci, amore,
sono solo strumenti del procreare;
ma a volte i silenzi di carta e penna
parlano d’amore,
a volte anche le carezze di baci e amore
sono lavorare,
ed anche il compressore
suona di concerto con martelli e parole
nello strano mondo del procreare,
perchè, in fin dei conti,
la creatività non ha limiti, nè confini,
nè a se stessa li pone.

8 gennaio 2019

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

______

Compresseur, marteaux, mots,
ne sont que des outils de l’œuvre;
Le silence, le papier, le stylo,
ne sont que des outils de création;
Caresses, baisers, amour, ne sont que des outils de procréation;
Mais parfois le silence du papier et du stylo parlent d’amour,
parfois même les caresses de baisers et d’amour travaillent,
et même le compresseur
joue en concert avec des marteaux et des mots
dans le monde étrange de la procréation,
parce que, en fin de compte,
la créativité n’a pas de limites , ni les frontières,
ni à elle-même les place.

8 janvier 2019

© Carlo Becattini

______

Compressor, hammers, words,
are only tools of the work;
Silence, paper, pen,
are only tools of creation;
Caresses, Kisses, love,
are only tools of procreation;
But sometimes the silence of paper and pen speak of love,
sometimes even the caresses of kisses and love are working,
and even the compressor
plays in concert with hammers and words
in the strange world of procreation,
because, in the end,
creativity has no limits , neither borders,
nor to herself places them.

January 8, 2019

© Carlo Becattini