Domande

(1973 – n° 37)

A cosa serve il mondo?
a sostenere l’umanità?

e l’umanità?
a produrre sempre nuove civiltà?

e le civiltà?
a fare sempre nuova la storia dell’uomo?

e l’uomo?
a far vivere lo spirito?

e lo spirito?

Quando un uomo muore
sarà dimenticato.

Quando saremo morti tutti
non sarà servito a niente.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Annunci

Deposizione

(1973 – n° 36)

E morì nell’attimo di adagiarsi
per morire composto.

Organi lo accompagnarono nel cielo
e lì lo depositarono,
ad attendere …

come si deposita
un bambino nella culla
aspettando il momento
del suo piccolo pasto.

L’attesa tra le nuvole
è più lunga
del pasto del piccolo.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Altra dimensione

(1973 – n° 35)

Ignobile e cruda realtà
fuggi da me.

Solo,
con la solitudine.

Solo,
con te.

Solo,
svanito nella terza dimensione della non realtà.

Ritmica batteria che segue e ispira,
sprofondato in un pozzo senza fondo.

Scuotersi senza tregua fino all’estasi.

Domani,
la cruda realtà ci divorerà,

e tu

ti preoccuperai per piccole cose
di nessuna importanza.

Meglio solo,
nella terza dimensione della non realtà.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Maledizione

(1973 – n° 34)

La maledizione è l’unica condanna,
il corpo muore,
l’anima rimane.

Nessuno ha diritto di uccidere,
nemmeno in nome della giustizia,
degli uomini o divina.

La maledizione ristora,
disseta l’anima dalla vendetta,
elimina il corpo dall’esistenza,

…e non hai scampo nemmeno
dopo la morte.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Germinando speranza

(1973 – n° 32)

E venne il giorno in cui caddero le stelle,
i pianeti divennero rossi
e gli uomini perirono inghiottiti dalle
viscere della terra.

Venne il giorno in cui la luce divenne buio.

Oscurità totale.

Pochi umani vissero
e chi visse procreò nuove vite.

Germinando speranza
tutto sarà creato.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Oltre la collina (Ego sum)

(1973 – n° 30)

Cime tempestose,
tremende,
cariche di ombre ignote.

Ombre incamminate
in una luce eterna.

Ombre silenziose,
scure,
senza volto.

Ignote.

Dove andate?

Io sono l’ombra
che vi seguiva.

Io sono l’ombra
che fuggiva dalla via.

Ho fatto dell’ignoto
la mia vita,
proiettandomi
sull’anima delle genti.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati