La rabbia

2016-01-25 Arnold Böcklin - Der Krieg - 1896
Arnold Böcklin – Der Krieg – 1896

(4 ottobre 1982 – n° 688)

Ci sono dei momenti che fanno scaturire in noi
forze alle quali non possiamo opporci

Scrivere con rabbia, rabbia repressa,
rabbia nascosta in questa mia mano
veloce e sporca
che è passata sul foglio ed ha suonato
una canzone che odorava di morto.

La rabbia quotidiana
che ti prende come una puttana
che paghi e a cui ti dai.
Ti osserva e muta, insensibile,
si offre perché tu possa sfogarti.

La rabbia pensata, quella passata,
la rabbia futura, quella dei cani
e noi come cani amiamo con rabbia
sperando che l’ago sbagli il suo colpo
tra il folto pelo che ci riveste.

La rabbia dei bambini stufi
di essere portati nella culla,
legati, sballottati,
passati di mano e sbaciucchiati,
rimpinzati e sgridati.

La rabbia dei bimbi che giocano
i loro primi giorni con i testicoli in mano;
la rabbia adolescente,
la scoperta del sesso,
il tempo scandito al ritmo di seghe.

La rabbia del falegname per il chiodo piegato,
il legno scheggiato, una rabbia comune,
le corna della moglie, il figlio drogato,
la mamma puttana, la rabbia familiare
la rabbia quotidiana.

Rabbia nei gabbiani stufi del mare
inquinato, la rabbia degli Dei
per l’Olimpo violato, la rabbia
dei morti: i dimenticati,
la rabbia dell’uomo,
la rabbia di un uomo,
la mia rabbia.

© Carlo Becattini
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Rabbia

2015-07-16 Vasilij Kandinskij - Giallo, rosso, blu - 1925
Vasilij Kandinskij – Giallo, rosso, blu – 1925

(16 agosto 1980 – n° 498)

Rabbia,
in me solo rabbia,
pura voglia distruttrice
contro tutto ciò che
mi circonda.

La voglia di disfarmi
di tutto ciò che mi lega
è già stata covata,
se potesse la rabbia liberarmi.

Rabbia, perché non riesco
a fare un gesto che
sia puramente mio.

Lasciatemi solo,
fatemi sfogare,
voglio scrollarmi
di dosso questo carico
nervoso che mi opprime.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Rabbia

(10 maggio 1976 – n° 311)

Se oggi,
per strada,
avessi trovato Dio,
gli avrei chiesto se
ce l’aveva con me,
e forse,
chissà,
gli avrei tirato forte
un bel cazzotto sul viso.

Com’è possibile picchiare
l’essenza della vita?

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati