Mi sento

2016-07-14 Carl Blechen - Gebirgsschlucht im Winter (Mountain canyon in winter) - 1825
Carl Blechen – Gebirgsschlucht im Winter (Mountain canyon in winter) – 1825

(24 settembre 1982 – n° 679)

Mi sento solo
come un cucciolo di cane
perduto sulla strada,
e nella mia solitudine
attendo, senza saperlo,
che giunga una ruota
per donarmi la pace
nel divenire parte del vuoto.

Mi sento solo
come un libro
in un mondo di analfabeti,
e nella mia tristezza
attendo che giunga la fine
certo del mio divenire
carta straccia.

Mi sento solo
come un uomo indifeso
contro se stesso,
tra gente che non ama,
e nella mia solitudine
attendo che finisca l’angoscia
che lentamente mi consuma.

Mi sento veramente solo
come un pianeta senza sole,
una madre senza figlio,
una tasca senza mano,
un dito senza anello,
un uomo senza donna,
un amante senza amore,
una vena senza sangue.

Sono solo
ma vorrei amarti
e non esserlo più.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Solo, su questa sedia

(30 dicembre 1976 – n° 378)

Nuovamente sono in compagnia di me stesso
e penso … penso … penso a te che non ci sei,
agli amici ormai lontani, alle strade deserte,
al tempo, all’amore, alla mia voglia di studiare
totalmente svanita.

Forse mi sto rovinando con le mie stesse mani,
ma tutto è illusione,
tutto è utopia vana.

Il suono del pianoforte mi rilassa
vestendomi di angosciosa tristezza,
tutto quanto porta via, disarmandomi.

Son troppo veloci i giorni che passano,
il tempo sfugge dalle mani,
non gli sto dietro, ritrovandomi solo.

Solo,
su questa sedia di un passato presente
ad assistere la malinconia di una vita sprecata.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

La mia solitudine

(15 settembre 1976 – n° 349)

La mia solitudine è la mia amarezza,
un tormento che mi perseguita
dal giorno della mia procreazione.

Mi conosco un po’ alla volta ma
questa conoscenza mi spaventa,
come il mio futuro ed il mio destino.

Vivo di rimorsi quotidiani
mentre i pensieri e le tristezze
mi dissetano nel deserto della terra.

Gioia e Amore dove sono?

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Lento scivolo

(1975 – n° 253)

Lento scivolo sul pelo del mare,
lontano, nella barca che fatica
a ritornare.

Onde indispettite giocano
spingendomi al largo,
lontano dalla riva.

Attorno mi guardo, solo,
disperato impaurito,
immergo remi nel nemico.

Orizzonte senza terra,
senza orientamento,
senza speranza.

Il sole brucia il corpo,
acqua immobile,
assenza di vento,

solo tu al mio fianco,
Solitudine,
ingrata compagna.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Notturne trame

(1974 – n° 175)

Il film non è ancora terminato
e già te ne vai,
libera,
contenta di ciò che vorresti avere
lasciandolo seduto in poltrona.

La pellicola scorre via veloce,
invano,
fotogramma dopo fotogramma,
tutto ti sembra inutile,
stupido,
e pensi alla realtà,
alla grande farsa,
l’atto unico che si ripete
giorno dopo giorno.

Il film è terminato,
con la smorfia di chi è deluso
ti alzi ed esci speranzoso
di poterla vedere.

Una volta in strada
il buio ti avvolge
e ti nasconde agli sguardi
fino a casa,
ma sei tranquillo,
domani la rivedrai.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati