Speranza

2016-08-13 Giuseppe Pellizza da Volpedo - Fiore reciso - 1903
Giuseppe Pellizza da Volpedo – Fiore reciso – 1903

(7 maggio 1982 – n° 616)

La speranza della sera è morta
tra i fotogrammi di un film
lasciandomi solo tra la gente.

La tenevo stretta a me,
carezzavo il corpo inerte,
vedevo gli occhi spenti,
ascoltavo il silenzio del cuore.

Rimaneva soltanto speranza:
un desiderio lambito dal mare.

© Carlo Becattini
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Speranza

2015-12-08_b Apollinary Mikhajlovich Vasnetsov - Elegia - 1893
Apollinary Mikhajlovich Vasnetsov – Elegia – 1893

(30 novembre 1980 – n° 516)

Come l’aria dopo un cataclisma
preclude il ritorno alla barbarie,
così mi sento spossato,
privo di volontà,
solo,
inerme di fronte alla vita.

Sono qui,
sulla cima del monte
ad attendere la morte.

Spero nel domani,
che sia migliore di ieri
e mi trovo nel presente
senza nulla da raccontare.

© Carlo Becattini
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La speranza

(26 agosto 1978 – n° 431)

L’uomo nella bara non si svegliò,
le antiche valchirie che danzavano con lui
sono ormai perdute nel regno dei morti.

Il ritorno della speranza …
(ma può tornare, dopo che è morta?)
sempre lontano è dalla mente.

Forza, prendimi tra le tue braccia,
fa che ciò che vive in me
possa destarsi un giorno
e risorgere a furor di popolo.

Ancora giullari al mio sepolcro,
ove giaccio gelido,
cadavere in putrefazione.

© Carlo Becattini
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Vorrei che fossi qui*

(*cit. Wish You Were Here – Pink Floyd – 1975)

(1975 – n° 276)

Atmosfere sature d’incenso,
luci diffuse di questo sogno,
colorando pensieri,
vagano.

Soffio di vento il corpo carezza,
atomi fremono al passaggio,
esseri si destano,
lentamente s’incamminano,
verso la speranza,
verso libertà forse mai concesse.

Astronavi fluttuanti nell’etereo spazio,
nell’opprimente universo muto,
gli esseri sono solo cellule,
vibrazioni spezzano catene della pace.

Raggi cosmici fondono minerali,
creano paradisi artificiali,
il sole illumina le nude mani
che si afferrano nel vuoto.

© Carlo Becattini
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Speranza

(1974 – n° 142)

Color giada
è la pelle che Dio ha donato

rosso sangue è l’ardore che rode
il tuo cuore

l’inno alla gloria non è iniziato
che è già finito

soffocato dal biondo colore
dei tuoi capelli

dolce musa che invano errasti
per terre senza onore

che sprechi, sangue e vanto
trovasti senza fine,

la pace, tu non l’hai dimenticata
nel fondo dei tuoi occhi,

spicca la speranza dal loro verde colore,
la vita non si è spezzata ancora.

© Carlo Becattini
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Germinando speranza

(1973 – n° 32)

E venne il giorno in cui caddero le stelle,
i pianeti divennero rossi
e gli uomini perirono inghiottiti dalle
viscere della terra.

Venne il giorno in cui la luce divenne buio.

Oscurità totale.

Pochi umani vissero
e chi visse procreò nuove vite.

Germinando speranza
tutto sarà creato.

© Carlo Becattini
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