La vita inesistente

Preston Dickinson – Old Quarter, Quebec – 1927

(20 ottobre 2008 – n° 1076)

Ancora una volta ottobre,
colorato di piante, di sole,
di mitezza e calore,
di solitudine e rimpianto,
d’introspezione …
… e si riaffaccia
quel senso di disperazione
che mi graffia l’animo,
che strazia il corpo,
vorrei piangere ma
non ho lacrime,
non ne ho più l’età …
le urla del ragazzo
che è in me sono alte
quanto quelle del bambino
che si cela nel ragazzo.
Sono una matrioska,
tante persone
una dentro l’altra,
una per ogni tempo
e per ogni età.
Cosa posso fare …
non so che fare,
io sono morto e voi siete …
morti!
Siamo tutti morti nella
nascita
e la vita è illusione,
cela solo dolore, corruzione.
Sono solo.
Nessuno che mi ascolta,
nessuno che riesce ad
afferrare il più debole sussurro,
tutti corrono dietro al tempo
che li trascina via perché
non ne hanno mai abbastanza,
ed anche io a volte mi lascio trascinare …
anche se conosco il rimedio:
se vuoi tempo, prendi tempo,
perdi tempo e dagli tempo.

Ma il tempo è anch’esso illusione …
è il corpo che muta,
invecchia e si deteriora
in questa lunga morte
che è la vita.
Il sole è già alto
in questo fresco mattino d’ottobre,
basse nebbie offuscano
la terra bruna dei campi,
ed io mi appresto
a farmi violenza,
come quotidianamente
sono costretto a fare,
subendo l’atroce tortura
dell’impiegato,
costretto su una sedia
per tutto il giorno
a digitare inutili stronzate
su una tastiera …
parole e numeri che
non esistono,
illusoria realtà di una
vita che non esiste.

© Carlo Becattini

Le campane di mezzanotte

2016-09-18 John Constable - Stonehenge - 1835
John Constable – Stonehenge – 1835

(8 aprile 2007 – n° 1013)

Le campane di mezzanotte,
la festa, il ricordo,
ogni volta è rinascita
ma sempre di meno,
ogni volta è ricordo
ma sempre più distaccato.

Le campane di mezzanotte
destano la memoria
di un corpo in declino
ma i suoi occhi lacrimano
non più avvezzi
a guardare il mondo
con spavalderia,
il tempo è passato.

Nel passato, il mio tempo!

© Carlo Becattini

L’immensità del tempo

Lunatiche stelle 2018 col
Disegno personale – Lunatiche stelle – 2018 – Tecnica mista: inchiostro su carta, colore virtuale

(13 marzo 2000 – n° 905)

Notte trascorsa tra la primavera e l’estate,
notte bella consumata per strada
in vostra compagnia, amiche marine.

Passano gli anni e voi siete sempre là
a spettegolare per strada
in quella notte stellata.

Sulle vostre labbra
nomi di ragazzi e risatine immature,
bellezze maschili desiderate e spiate.

Correvamo tra la polvere dei viottoli
e le spine delle ortiche,
ci inseguivamo su tappeti di aghi di pino,
correvamo gridando la gioia a pieni polmoni.

Sferzati dall’aria carica di salmastro
ci rotolavamo a terra
fingendo inesistenti lotte.

Tempo d’estate,
giornate attese per tempi infiniti,
eterni.

Un anno era una entità
troppo lunga per le nostre menti,
non lo comprendevamo.

Un anno era immenso.

© Carlo Becattini

Il Tempo e la Natura

Ferita 131217 col
Disegno personale – Ferita – 2017 – Tecnica mista: inchiostro su carta, colore virtuale

(13 maggio 1997 – n° 896)

Date tempo alla vegetazione
di vegetare e non avrete altro
che moltitudini di vegetazioni.

Il tempo a disposizione
è ciò che manca alle piante
per prendere campo
a loro piacimento.

Come per me
anche per loro
vivere è costrizione.

© Carlo Becattini

Le tracce del tempo

_ Giovanni Segantini - Le cattive madri - 1894
Giovanni Segantini – Le cattive madri – 1894

(17 settembre 1991 – n° 830)

Le tracce del tempo
le trecce del tempio
le frecce del campo
le facce del lampo

Il segnale
Il segno

Siamo tracce del tempo
Siamo segnali

Il segno del tempo
La traccia nel tempo

Cosa siamo, se non tracce del tempo che è andato

I segnali seminati nel tempo
tracce indelebili del canto futuro

Siamo segnali seminati nel tempo
tracce indelebili sparse nel vento
della vita.

© Carlo Becattini

Acqua di fiume

2016-02-11 Giorgio de Chirico - L'enigma delle ore - 1911
Giorgio de Chirico – L’enigma delle ore – 1911

(14 gennaio 1983 – n° 711)

Adesso dovrei andare, ma
non so dove,
chi sarà al mio fianco nel futuro,
ho tanti anni da ricordare,
tanti ancora da giocare,
ma tanti e tanti anni ancora
mettono paura,
ed allora è bene scordare
tutto quello che fa male,
tutto ciò che ci si può aspettare
da quest’acqua di fiume
che passa e va.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Era il tempo

2015-11-24_b John William Godward - Golden Hours
 John William Godward – Golden Hours

(8 gennaio 1983 – n° 705)

Era il tempo,
partivi (senza più tornare),
lo ignoravo, non sapevo;
venne l’inverno,
il freddo in ritardo,
ma la mia mano
artificialmente scaldata
parla ancora di te,
come tanti anni fa.

Non si può vivere
conservando un sogno,
un’amica non sa aspettare
se la lasci al suo destino.
Torni indietro
ma è solo artifizio,
soffri soffri,
piangi pure,
non servirà.

Gli amanti, la torre, le città,
nuovi cuori si fonderanno
nel domani,
smetti di pensare.
Azione, azione,
ma dove, con chi?
Ormai la chanson
è terminata,
non c’è più nessuno.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Il tempo in cui

2015-12-09_b Modest Urgell Inglada - 1895
Modest Urgell Inglada – 1895

(2 gennaio 1983 – n° 702)

Ho scelto la mia vita libera,
può darsi che non torni più
il tempo in cui ti avevo,
il tempo in cui ti avrò.

Allora mi fermerò a pensarti,
ed a chiedermi il perché di tutto ciò,
e così soffrirò, certo che non ti riavrò.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Il tempo (il nostro)

2016-09-20. The summer of love - 1967
The summer of love – 1967

(10 luglio 1982 – n° 656)

Quattro ore, cinque minuti,
son troppo pochi
e lui implacabile fuggiva,
ci teneva per mano
e ci allontanava dolcemente.

Lo sconfiggevamo con parole
e risa, gesti e sguardi,
ma ora che lui se n’è andato,
mi sento perduto.

Con se, via ti ha portata,
e non so più dove volgere lo sguardo
abituato ormai a guardarti negli occhi,
specchi di un’anima splendida,
vestita di verde
in una serata da sogno,
perché il sogno, in una serata,
diventasse realtà.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati