Dalle due alle tre

Dalle due alle tre il pericolo
viene dal sonno,
pozione magica che gli occhi
socchiude,
guardi nel vuoto ma lo
sguardo è vuoto,
l’essenza divien la tua presenza
inebetito ti affidi al destino,
dalle due alle tre volte che dormi
potrebbero essere fatali.

La notte ti riempie,
penetra dentro fino l’anima,
il silenzio è totale, tombale,
non c’è niente da ascoltare,
privazione sensoriale,
lamento inascoltato nasce
dal profondo della notte
e dal silenzio fuggo.
Accade sempre dalle due
alle tre.

Ricordo bene la sensazione
di fare una doccia fredda,
di tempo che passa,
di fatica che apporta,
quasi il respiro manca,
il pensiero s’ingrossa,
come un fiume mi bagna,
l’orologio segna sempre la
solita ora, senza scampo,
tra le due e le tre.

Carlo Becattini ©

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Il tempo

Nessuno sa cosa farà
il tempo oggi,
ma il tempo,
si chiederà
cosa farò
io?

Il tempo è un elastico,
si allunga,
si accorcia
a suo piacimento,
dispettoso!

Il tempo è illusionista,
sembra eterno
poi diventa un attimo,
tutto può accadere
anche che si spezzi.

Il tempo non si ferma
mai,
l’orologio fermo
è illusione:
così il tempo inganna.

Il tempo
fa il bello ed il brutto,
pioggia, vento,
giorno, notte:
tutta opera del tempo.

I tempi sono due:
cronologico, meteorologico,
il primo regola il secondo,
oppure no;
chissà cosa farà il tempo oggi?

C’è quello che bisogna andare,
e quello che sa,
quando è ora di tornare;
quello che sfugge dalle mani,
quello che invia tutto a domani.

Infine c’è il tempo
del decadimento,
dell’abbandono,
dell’addio:
quello della morte.

Ma il tempo
è birichino,
quello che alcuni
chiamano morte,
per altri è vita…

… ed è sempre
lo stesso tempo!

Carlo Becattini ©

Il sapore del tempo

Il sapore del tempo
è un gusto retrò,
staticità e continuità,
arte, avanguardia, sperimentazione,
altri tempi,
altre persone intelligenti.

Oggi nessuno sa più cosa sia
onore e cavalleria,
guanto e rosa,
portamento e proprietà di linguaggio.

Il sapore del tempo
ha un gusto amaro
di cose perse e polvere da sparo,
occasioni che non ritornano,
attimi non colti
perché tutto ciò che è
andato storto
si è trasformato nel presente.

Carlo Becattini ©

Tutto quel tempo

Tutto quel tempo che non ha
avuto futuro …
eppure è bello averlo speso tutto
senza esserci risparmiati …
qualche rimpianto …
le cose non vanno mai
secondo i desideri
se non si afferrano per le corna
e si piegano al proprio volere …
il destino si plasma
con la volontà,
ma noi ci siamo affidati
ciecamente al destino
credendo nella predestinazione …
abbiamo distrutto il futuro
ed ogni possibilità di ricordarci.

Carlo Becattini ©

Seguendo la scia

Carezze che si confondono
tra il presente
ed il passato,
un luogo in tempi differenti,
come variazioni sul tema
di autore sconosciuto.

Il mio bacio è il tuo,
sfioro la tua bocca,
ne bacio altre che a te
si sovrappongono
seguendo la continuità
del tempo
che qui ci ha condotti.

Siamo tutti coloro
che sono già stati.
Saremo tutti coloro
che saranno.

Carlo Becattini ©

Su e giù per il tempo

La tua vita ruota attorno al rumore
del vento tra i capelli,
alla luce del sole sulla pelle,
al mare salato che la bagna,
a me che t’insidio come
il serpente con la mela di Newton.

Ridevo su quel balcone dove
Ermengarda calava le trecce
per farlo arrapare, pover’uomo.

E corro, su e giù per il tempo
senza vederne la fine,
senza trovare posa come
una modella che si dimena
sotto i colpi delle cannonate
che l’immortalano tra quelle
che vendono il proprio corpo,
quella immagine tanto cara
attorno alla quale gira
l’economia mondiale.

Carlo Becattini ©

Il disegno del tempo

Il tempo disegna se stesso,
più è lontano più è nitido.

Solo adesso ho recuperato
il tuo viso cancellato:
gioventù, guance piene,
labbra carnose, energia,
interesse, musica e canzoni,
desiderio, voglia di amare,
passioni.

Il tempo mi ha mostrato
il suo disegno, era
appena terminato ed
in quel volto ti ho
riconosciuta.

Carlo Becattini ©

Non è più il tempo

Non è più il tempo della sofferenza interiore
di porsi domande sulla vita e sulla morte,
il fascino dei poeti maledetti
perduti tra l’amore e la morte
è acqua piovana che ruscella
a valle e si perde nella terra.

La sofferenza è cambiata
sembra preoccupazione ma
rasenta la paura
è più fisica che spirituale.

Quando si è giovani, la
morte è una bella donna
da invocare
ma a questa età è una
vecchia bisbetica da temere
anche se da sempre
le apparteniamo.

Carlo Becattini ©

Al riparo

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Herbert James Draper – The lament of Icaro (1898)

Corri al riparo
il tempo ti rovina,
nasci in carne e
muori in ossa
prima che un cane morda il polpaccio.
Preparati a fuggire da noi.
Nubi venefiche offuscano i soli,
la dittatura è caduta mentre era
in cerca di un dottore,
i ras combattono a colpi di rasoio,
per le vie bambini che chiedono giochi elettronici
stringono mani, sfiorano mani,
il potere ai nani, ai primitivi;
il tempo al tempo i re e gli elettroni
gli idioti del giorno
correte alla crocifissione
stanno uccidendo un’altro dio.
Gente sazia di giustizia
giudica e commenta l’ago nella vena
per un sistema più umano
per un boia innocente.
Giustizia è fatta.
Corri al riparo, il tempo screpola,
nasci in pelle e ti trovi incartapecorito.

Carlo Becattini