Reclamando vendetta

(30 novembre 1976 – n° 369)

Una storia è giunta
alle mie orecchie attente,
ed era una vecchia storia,
ne conoscevo già la fine.

La realtà l’ha fatta sua.

Eccoti qua, ancora una volta,
al mio cospetto,
mi guardi con occhi languidi
colmi di morboso desiderio,
dimentichi del passato.

Il dolore del passato
è tutto ancora qui,
nel mio cuore avvelenato,
come posso dimenticare?

Ho voglia di fartela pagare,
di farmi adorare
come un idolo da pregare,
voglio vederti strisciare,
sentirti umilmente chiedere.

Voglio la mia vendetta
per la sporca vita che reclama
soddisfazioni personali ed orgoglio.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati

Gridando vendetta

(1974 – n° 152)

Il canto dei fringuelli
la primavera accoglie.

Luride, le membra
dell’inverno,
sul prato fiorito
inermi giacciono.

Sotto il tepore del sole
l’inverno si dissolve
gridando vendetta.

E la vendetta arriverà
impassibile,
imperdonabile,
a ripetersi ogni anno
quasi per abitudine.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati