In viaggio

2020-04-25 10.37.02 col
Disegno personale – 2020 – Tecnica mista: sanguigno su carta, oscurità virtuale

(19 marzo 1997 – n° 854)

Quando ci rendemmo conto
che nel nostro partire
non ci sarebbe stato un ritorno,
urlammo invano contro il cielo
il terrore che sprigionavamo
da dentro.

Quando vedemmo i nostri corpi
piegarsi flaccidi
sotto il peso degli anni,
gridammo invano contro il cielo
la certezza che sprigionavamo
da dentro.

Quando sentimmo fuggire
le nostre energie
con l’ultimo alito di vita,
urlammo contro il cielo
la corruzione che sprigionavamo
da dentro.

Quando ci vedemmo immobili,
flaccidi,
schiacciati dagli anni trascorsi,
urlammo,
ed il nostro urlo si perse nel cielo
e non ci fu ritorno.

© Carlo Becattini

Il viaggio

2016-02-18 Richard Tongue - Sheep Grazing, Stonehenge - 1833
Richard Tongue – Sheep Grazing, Stonehenge – 1833

(3 marzo 1983 – n° 735)

Ho viaggiato in lungo e in largo
alla ricerca di non so cosa
muovendo i granelli di sabbia
nel deserto dell’esperienza.

Vedevo i segni del mio passare
cancellati da soffi di vento
e allora mi chiedevo:
– a che serve tutto ciò se dietro di me
non rimane traccia? –

Capisco il viaggio
ma ignoro il motivo,
mi completo interiormente
cercandomi.

Carlo Becattini
© Tutti i diritti riservati

Il viaggio

2016-09-01. Pedro Sáenz Sáenz - Tomb of the Poet
Pedro Sáenz Sáenz – Tomb of the Poet

(11 settembre 1982 – n° 672)

Dov’è quel pianto antico,
quel gabbiano ferito,
e le ali, i voli sul mare,
son forse utopie da scordare?

Città, città, che mi trovi assorto
ti prego, dì all’amor mio
che non sono ancor morto.

Mi spezzarono le ali
in un giorno settembrino
mentre il sole tramontava
ma ancora sono in volo,
vedo le terre e i pescatori lontani
tirare le reti con le loro mani
come fossero ragni immensi
e i pesci futili mosche.

Sole, non so se arriverò
ma ti prego, manda un tuo raggio
per me a lei e dille quanto l’amo
perché non so se riuscirò a vederla.

Mi hanno troncato le zampe
e non potrò più toccare terra,
amico vento vai a dire
a colei che mi attende che arriverò,
non so quando, ma arriverò.

Avvolgila con la tua brezza
come fosse tenera carezza,
sarai tu il mio braccio,
perché io non posso più.

Dille che questo viaggio sta annientandomi,
non so se riuscirò a raggiungerla.

© Carlo Becattini
Tutti i diritti riservati