Sotto il giogo della vita

2015-12-18 Andrew Wyeth - Full Moon - 1980
Andrew Wyeth – Full Moon – 1980

(15 ottobre 1981 – n° 581)

Tra la gente
molto dolore
ma soprattutto tristezza e malinconia.

Siamo soli
in un mondo
nel quale non abbiamo chiesto di vivere.

© Carlo Becattini
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Quasi un secolo di vita (Prezzolini)

2016-06-30. Ferdinand Hodler - La Notte - Die Nacht
Ferdinand Hodler – La Notte – Die Nacht

(27 gennaio 1981 – n° 553)

“Che progetti ha per il futuro?”
Riuscire a dormire tranquillamente stanotte

“Auguri”
Che vadano a mia moglie, in ospedale,
l’unica persona al mondo che mi vuole veramente bene.

Ciò mi ha fatto pensare,
vestendomi di malinconia.

© Carlo Becattini
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Desiderando vivere

2016-09-10 Walter Crane - Pandora
Walter Crane – Pandora

(22 gennaio 1981 – n° 550)

Tutto dovrebbe andare bene
cultura
felicità
amore

Tutto dovrebbe andare bene
produzione
sacrificio
denaro

Tutto dovrebbe andare bene
riparo
famiglia
salute

Tutto dovrebbe andare bene
discendenza
declino
sicurezza

Tutto doveva andare bene
disoccupazione
solitudine
morte

© Carlo Becattini
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La vita è una canzone

2015-02-08 Róbert Berény - Woman Playing the Cello
Róbert Berény – Woman Playing the Cello

(23 dicembre 1980 – n° 518)

Siamo i figli della musica,
quelli che si alzano al mattino
ed accendono la radio,
quelli che non possono
fare a meno della musica.

Cadiamo dalle nuvole
in questo crudo mondo,
dove andiamo non sappiamo
ma la musica è sempre con noi.

Cavalchiamo le onde radio
come fossero destrieri,
ci scansiamo, le assorbiamo.

Amiamo la musica:
nostra madre e sorella.
La sera ci assopiamo
cullati dalle note,
non possiamo vivere
senza nostra madre.

Ci appartiamo nelle nostre stanze
e godiamo dell’ebbrezza di parole
affogate nelle note della vita.

La vita è una canzone,
noi ne siamo le note,
i suoi testi, il suo ritmo.

Siamo figli della musica,
viviamo per lei
come lei vive per noi.

© Carlo Becattini
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Quando

2016-04-21. Richard Diebenkorn - Girl Looking at Landscape - 1957
Richard Diebenkorn – Girl Looking at Landscape – 1957

(9 luglio 1980 – n° 497)

Quando siamo piccoli
ci regalano giocattoli
che non usiamo
perché sono da grandi.

Quando siamo grandi
ci tolgono i giocattoli
che vorremmo usare
perché dobbiamo lavorare.

Quando siamo vecchi
ci tolgono il lavoro
che comincia a piacerci
perché dobbiamo riposare.

Quando moriamo
ci tolgono la vita
che solo in quel momento
riusciamo a capire
perché fatta di esperienze.

© Carlo Becattini
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Vita

(06 settembre 1977 – n° 407)

Parole,
abbracci.

Quanti bei discorsi
sulla vita.

Sulla morte.

Amarezza del vivere.

Parliamo di noi
e degli altri.

Di come siamo.

Vita,
che passi come un languido spasimo,
portami con te,
fammi dimenticare
e rinascere.

Voglio vivere la mia vita.

© Carlo Becattini
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Escrementale

(11 aprile 1977 – n° 392)

Ma cos’è la vita?

Solo un’immensa stroncatura forzata,
insomma: una stronzata!

Non cantarmi più di Margherita,
non voglio più sentirne dell’Incontro,
amori lasciati, cantati, finiti.

Questo è il problema,
vita di stronzi e merde,
io la canto come fosse
il tesoro più caro al mondo.

Luride sporche emozioni,
quelle che la vita sa dare.

Così cantiamo il nostro schifo,
viviamo con falsità tutta la vita
sperando di sopraffare il prossimo.

Forse non la capisco ma la vita è in me,
non posso ribellarmi contro di lei.

L’unica soluzione sarebbe un colpo in testa,
non frutterebbe come atto di coraggio,
ma di immensa vigliaccheria.

Rifuggire la realtà,
si può fare,
ma cosa sarà il futuro, l’immenso,
l’aldilà?
per cui continuo a parlare di quanto
sia schifosa, di quanto la vita abbia
un sapore escrementale.

E così negli escrementi da me stesso
prodotti, affogo i turpi dolori,
e rido al domani,
e rido al passato,
e rido al presente,
e rido a me stesso,
e rido alla gente,
sputando le mie immense parole
che forse a voi non dicono niente,
e continuo a cantare un mondo disfatto
dove il dolore vive da sempre.

Viviamo la nostra vita e
ridiamo in faccia alla gente,
sputiamo negli occhi di chi piange,
la tristezza non esiste se il sorriso
ci prende totalmente,
perché un sorriso non può
essere solo felicità,
ma anche amarezza della più
profonda.

© Carlo Becattini
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Sete di vita

(maggio 1976 – n° 320)

Il mio spirito mi informa
che l’uomo è nato per vivere
e vive per morire,
non c’è da preoccuparsi,
non c’è da ridere,
da piangere,
non c’è da vivere,
perché?

Voglio vivere!

Sono solo un uomo,
come posso volere
se sono soggetto al destino,
al futuro,
a tutto ciò che mi circonda?

© Carlo Becattini
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Col fiato sospeso

(1975 – n° 271)

Le bellezze della vita
sono quelle che
non si rammentano mai.

La gioia di vivere
è sempre l’ultimo pensiero
che passa per il cervello.

Le cose gioiose
sono sempre poche
in confronto alla tristezza
che pervade il mondo.

Ma quando l’amore viene
la tristezza si blocca nel petto
con una sorta d’ansia
che fa tenere il fiato sospeso.

© Carlo Becattini
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